Vista: Questo Barolo si presenta con un rosso granato intenso e profondo, con sfumature rubine che iniziano a virare verso l’aranciato sui bordi, denotando la sua ottima concentrazione e l’inizio della sua complessa evoluzione (dato che è del 2018, ha circa 7 anni). La sua densità è notevole e la brillantezza accattivante.
Olfatto: Al naso offre un bouquet ampio, complesso e già ben sviluppato, che mostra la sua grande profondità e tipicità. Si aprono intense note di frutti rossi e scuri maturi (ciliegia Marasca, prugna, mora) e sentori floreali di rosa appassita e violetta. Si sviluppano poi eleganti accenti speziati di liquirizia, tabacco dolce, cuoio, caffè tostato, goudron, e un distintivo richiamo minerale (terroso) e balsamico. Il naso è profondo e stratificato, con un’ottima integrazione tra frutto e note evolutive.
Gusto: Al palato è secco, caldo e di grandissima struttura, con tannini fitti, potenti ma di una grana eccezionalmente fine e levigata, che conferiscono una sensazione vellutata e avvolgente. L’acidità è vibrante e scolpita, garantendo freschezza, equilibrio e un potenziale di longevità quasi illimitato. Il corpo è pieno, muscoloso e profondo, con un sorso ricco e dinamico. Il finale è lunghissimo, sapido e di grande pulizia, che ripropone con coerenza le complesse sensazioni olfattive, lasciando una sensazione di nobiltà e completezza assoluta. Il vino è in una fase eccellente per essere apprezzato, pur avendo ancora margini di ulteriore sviluppo, data la sua natura di Barolo classico e l’annata.
Abbinamenti consigliati: Un vino di questa statura, proveniente da uno dei cru più importanti e da un produttore che abbraccia la tradizione, è destinato a piatti di alta cucina e a lunghi invecchiamenti. È sublime con grandi arrosti di carni rosse nobili (manzo, agnello), selvaggina da pelo in preparazioni importanti (cinghiale, cervo, lepre), brasati e stracotti. Si sposa magnificamente anche con formaggi stagionati e erborinati di lunghissima stagionatura, e piatti a base di tartufo bianco d’Alba.
Vinificazione e affinamento: Le uve 100% Nebbiolo provengono esclusivamente dal prestigioso cru “Bussia” a Monforte d’Alba, uno dei vigneti più estesi e complessi del Barolo, noto per la sua capacità di produrre vini di grande struttura, profondità e longevità. La particolarità di questo vino sta nella sua vinificazione, che prevede una macerazione sulle bucce estremamente lunga, di circa 90 giorni (da cui il nome “90 dì”), un processo tradizionale che permette di estrarre al massimo colore, tannini e profumi. L’annata 2018 per il Barolo è stata buona, con vini che si presentano con una buona struttura e complessità, destinati a una buona evoluzione. La vendemmia è manuale e selettiva. La fermentazione avviene in tini di acciaio inox o cemento a temperatura controllata. L’affinamento è prolungato, tipicamente per circa 30 mesi (2 anni e mezzo) in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da un ulteriore affinamento in bottiglia per diversi mesi o anni prima della commercializzazione. Questo processo paziente e la lunga macerazione sono fondamentali per la sua proverbiale longevità e complessità.
Particolarità: La Cantina Giacomo Fenocchio è un’azienda tradizionale del Barolo, fedele a uno stile classico e autentico che privilegia l’espressione del terroir. È nota per produrre Barolo con lunghe macerazioni e affinamento in grandi botti, che necessitano di tempo per esprimersi ma che offrono una straordinaria complessità e longevità. Il Barolo “90 dì Bussia” è una delle loro etichette più rappresentative, un’espressione fedele e profonda del carattere del cru Bussia, che è uno dei più importanti di Monforte d’Alba, e della filosofia di macerazione prolungata, che è un marchio di fabbrica della cantina. Il Barolo DOCG è un’eccellenza italiana, un vino che rappresenta l’apice della produzione da uve Nebbiolo, noto per la sua complessità, struttura e la sua capacità di invecchiare per decenni.
Enodelivery consiglia: Il “90 dì Bussia” Barolo DOCG – Giacomo Fenocchio – 2018 è una bottiglia per veri intenditori e collezionisti. Rappresenta un investimento e un’esperienza sensoriale di altissimo livello. Essendo un 2018, il vino è in una fase di splendida evoluzione e si presta già a una degustazione appagante, ma ha ancora un enorme potenziale di invecchiamento, potendo migliorare magnificamente per altri 10-15 anni o più. È un vino da custodire gelosamente e da stappare in un’occasione davvero irripetibile, dopo un’adeguata decantazione








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